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Apparato genitale femminile
La terapia termale conserva attualmente un ruolo di fondamentale importanza nel trattamento di numerose patologie dell'apparato genitale femminile.
Assistiamo infatti, nella pratica ginecologica, a flogosi genitali recidivanti spesso ribelli alla terapia farmacologica che costituiscono le patologie di più frequente riscontro ed anche più altamente in causa nel determinare alcune forme di sterilità.

La ricerca scientifica riporta dati confortanti circa le attività
antiflogistica ed antisettica delle acque solfuree e salsobromoiodiche
che spiegano i risultati ottenibili nelle flogosi subacute e croniche
della vagina, del collo dell'utero e degli annessi.
Altre acque come le bicarbonate e le solfate agiscono in maniera
efficace con differenti meccanismi.
Dal punto di vista etiologico le vaginiti possono essere suddivise in:
- parassitarie
- micotiche
- microbiche
- miste
Le acque solfuree e salsobromoiodiche possono essere considerate veri e propri agenti terapeutici ginecologici.
L'azione terapeutica è strettamente legata alle caratteristiche delle acque stesse e di conseguenza alle caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua, alle proprietà farmacologiche degli elementi chimici ed alle proprietà fisiche delle metodiche utilizzate.
Una prima azione è attribuibile all'ipertonia che, agendo con meccanismo
osmotico, è in grado di determinare una corrente sierosa dai tessuti
profondi a quelli superficiali, poiché le mucose possono essere
considerate membrane semipermeabili.
L'azione generale è data dagli stimoli in senso eccitante trasmessi al
sistema nervoso centrale dalle terminazioni sensitive cutanee e mucose.
Lo ione zolfo, che si trova allo stato colloidale è responsabile di azioni specifiche che trovano particolare indicazione nelle patologie in esame. Possiamo distinguere un'azione locale, antiflogistica, eutrofica, e risolvente sui processi infiammatori ed un'azione generale stimolante i processi del ricambio, nonché sedativa e tonica sul sistema nervoso.
Sono documentate inoltre azioni decongestionanti ed antipruriginose sulla mucosa, antibatteriche ed anche antiprotozoarie.
L'irrigazione vaginale consente di sfruttare l'azione eutrofica antiinfiammatoria, antimicrobica ed antisecretiva esercitata sulle mucose dallo zolfo colloidale, dall'idrogeno solforato libero, dal cloruro di sodio e dallo iodio. Da ciò deriva la particolare efficacia della crenoterapia in affezioni quali vulvo-vaginiti, cerviciti, annessiti, sterilità secondaria legata a flogosi croniche ad evoluzione "torpida" con alterazioni vascolari locali e del pH.
Le azioni antiinfiammatoria, antisettica, attivatrice sulle collagenasi dell'idrogeno solforato e regolatrice sui processi fibrotici dello iodio sono responsabili dell'effetto antisclerotico che assume un ruolo predominante nel contrastare i processi evolutivi fibrotici tubarici.
L'azione della crenoterapia sulla sterilità è locale consentendo a volte la ricanalizzazione completa delle tube, l'eliminazione secrezioni catarrali, la risoluzione di aderenze ed infiltrazioni, la modificazione della circolazione pelvica; generale nel senso di normalizzare le secrezioni ormonali e l'impulso funzionale alle ghiandole sessuali.
Consensualmente alle azioni sulle componenti distrofiche e flogistiche, alcune acque esplicano una notevole attività sulla componente sintomatologica con azione antipruriginosa e decongestionante.

Il prurito vulvare e vaginale ed il bruciore possono essere conseguenza di affezioni distrofiche quali leucoplachia e craurosi e sono di osservazione comune in affezioni flogistiche sostenute da microorganismi patogeni. L'intervento delle crenoterapia è spesso risolutivo nei confronti di queste manifestazioni per le succitate azioni eutrofica, antiflogistica e antisettica.
Per queste stesse azioni si osserva molto spesso una modificazione della
componente secretoria leucorroica o leucoxantorroica.
Il fango e la
balneoterapia solfurea costituiscono, con le
irrigazioni vaginali, le più utili metodiche terapeutiche in campo
ginecologico.
Le principali patologie ginecologiche che trovano indicazione alle
terapie termali sono:
- prurito vulvare e vaginale (essenziale, da leucoplachia e craurosi,
Trichomonas, Monilia, etc., diabete etc.)
- vaginiti croniche
- metriti
- parametriti
- salpingoovariti
- pelviperitoniti croniche aspecifiche
- postumi di interventi sull'apparato genitale
- stati disormonali
- sterilità (uterina, tubarica, ovarica-ormonale)
- algie pelviche (essenziali e secondarie a fenomeni flogistici)
- sindrome menopausale
DOVE CURARSI
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Terme